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AFP PHOTO / Omar Haj Kadour
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Nuovo raid ad Idlib: armi chimiche e oltre 100 morti

—– Attenzione: l’articolo può contenere immagini forti —–

 

Circa 5 ore fa è stata bombardata la città siriana di Khan Sheikhun, nella provincia di Idlib. La zona in questione è sotto il controllo dei ribelli, per questo crediamo che la responsabilità ricada sull’aviazione siriana o russa.
Stanno arrivando le foto dai sopravvissuti, per ora si parla di circa 100 morti, tra i quali molti bambini. Il luogo del bombardamento è a 140 km dalla città libanese di Tel Abbas, (regione di Akkar) che si trova sul confine con la Siria, e dove nei campi profughi vivono i volontari dell’Operazione Colomba.
Mentre inizialmente si pensava che il bombardamento fosse avvenuto con barili di cloro, nelle ore successive sono arrivate le conferme che dicono che si tratta invece di  gas sarin, come segnalato da diverse fonti mediche, tra cui Medici Senza Frontiere. I sintomi di cui si parla sarebbero svenimento, restringimento delle pupille, vomito e bava alla bocca, chiari segni di un attacco chimico. Secondo alcune testate, i bombardamenti sarebbero continuati anche nelle ore successive e avrebbero colpito l’ospedale da campo allestito per curare i feriti. Anche per questo, il personale ospedaliero risulta essere insufficiente e privo di mezzi per far fronte a questa emergenza. Temiamo perciò che il numero di vittime sia destinato a salire ancora nei prossimi giorni.

Il governo siriano ha sempre negato l’uso di armi chimiche, anche se nel recente passato un’indagine congiunta delle Nazioni Unite e dell’Osservatorio sulle armi chimiche aveva appurato che azioni di questo genere si erano effettivamente verificate.
La notizia ha suscitato fin da subito reazioni da tutto il mondo. La Francia, infatti, ha richiesto un’immediata convocazione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
Gli Stati Uniti hanno improvvisamente cambiato la propria posizione sulla sorte di Assad. Mentre solo la settimana scorsa il Segretario di Stato aveva dichiarato che la rimozione di Assad non era più una priorità, l’amministrazione Trump ora ritiene che Assad non deve più governare il Paese.

Le seguenti foto ci sono state inviate da un’attivista che opera in Libano con l’Operazione Colomba, che sta condividendo insieme ai siriani già fuggiti in Libano la tragica notizia ed é in contatto con chi ancora vive in Siria.

 

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