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Non aprire questo articolo. Studia.

Di Stefano Allegro

Ehi procrastinatore. Non fingere di non aver sentito. Sto parlando con te. Come faccio a sapere che sei un procrastinatore? Beh perchè sono anch’io uno di voi, e noi procastinatori riconosciamo subito i membri della nostra specie. Dev’essere senz’altro una questione di ormoni, il buon procrastinatore infatti avverte gli individui a lui simili e adora circondarsene. Come dici? Perchè sento la necessità di parlarne? Beh perchè la procrastinazione sembra avere il pieno controllo della mia vita e anche della tua a quanto pare, visto il fatto che stai qua a parlare con me. Magari fino a poco fa stavi studiando per un esame imminente e a causa di una ragione inspiegabile hai aperto lo smartphone imbattendoti in questo articolo. Magari non dovresti nemmeno farlo vista la mole di studio che hai rimandato, ma scommetto che una forza sconosciuta ha preso il controllo delle tue azioni. Eh sì, queste sono tutte dinamiche che il buon procrastinatore conosce bene. Anche a me è successo di recente: nel tentativo di preparare in una manciata di giorni un esame, durante una delle mie “pause di riflessione”, ho trovato su internet una teoria molto interessante sulla procrastinazione. Ragion per cui ho deciso di parlartene, o meglio di parlarne a tutti i procrastinatori, anzi di parlarne a tutti e basta.

La teoria che sto per citarti appartiene a Tim Urban, comico, blogger americano e indomito procrastinatore. Esatto, uno di noi. Il buon vecchio Tim si accorge che fin dai tempi del college il suo metodo di studio non corrispondeva esattamente a quello di uno studente normale. Come sappiamo il “bravo studente” distribuisce il lavoro ed il carico di studio in maniera graduale in modo da non trovarsi pochi giorni prima dell’esame a dover affrontare tomi da migliaia di pagine. Ma il “bravo studente” non appartiene di certo alla nostra specie. Infatti anche Tim, come noi d’altronde, preferiva trovare tutti i modi possibili per non dedicarsi alla sua professione, finendo inesorabilmente in prossimità del test a trascorrere diverse notti in bianco a studiare con la speranza di “sfangarla” in qualche modo. Così pensò bene di analizzare il funzionamento cerebrale del “buon procrastinatore”, in modo da poterlo rendere oggetto d’indagine scientifica e impiegando tuttrationalo se stesso per trovarne la componente anomala. Vedi, nel cervello delle persone normali esiste ovviamente il cosiddetto “Rational Decision-Maker” che comprende perfettamente quando è il momento di lavorare e induce il soggetto ad applicarsi per conseguire le proprie aspirazioni. Tim osserva che questo è presente anche nelle menti di noi procrastinatori, ma scopre al contempo la presenza di un altro fattore. Esso, o meglio essa, si chiama: “Istant Gratification Monkey”. Cosa significa questo? Che non ci sono differenze nella testa di procrastinatori e non-procrastinatori finchè la scimmia non si impossessa del timone. Quando infatti il Rational Decision-Maker si adopera per prendere una decisione produttiva, alla scimmia quest’ idea non piace per niente e durante l’opera di autoconvincimento si diletta a proporre attività di svago in alternativa. Le attività proposte dalla scimmia non hanno spesso una reale funzione ricreativa se non nel distrarti dall’importante attività che stai svolgendo o che a questo punto “dovresti” svolgere. Un classico dialogo tra le due componenti potrebbe essere:

procastinatorRational Decision-Maker:

“Bene, hai cazzeggiato abbastanza. L’esame è tra un mese, quindi iniziamo a studiare seriamente.”

Scimmia:

“Si potresti studiare, oppure dato che siamo in prossimità dell’elezioni americane, potresti guardare il video di wrestling in cui compare Trump. Così.. Tanto per farsi un’idea della politica americana.. Poi magari andiamo a farci uno spuntino e ascoltiamo quel gruppo metal norvegese che il mio amico chitarrista mi ha consigliato. Scusa, ma ci vorrà un po’, non credo ci sarà il tempo materiale oggi per mettersi al lavoro.”

Esatto, come dice Tim, non è chiaramente il tipo che vorreste avere alla guida della vostra vita. Essa vive completamente nel presente. Non guarda al passato e non ha nessuna intenzione di rivolgere l’attenzione al futuro. E’ evidente che le interessano solo due cose: ciò che è facile e ciò che è divertente. In effetti nel mondo animale questo è un bene. Se siete un cane e pensate solo al facile e al divertente siete sicuramente uno di successo. La scimmia per natura non ha le stesse caratteristiche del Rational Decision-Maker. Non può osservare il quadro generale e fare piani a lungo termine. Il suo unico fine è trascinarti nel luogo dove il facile e il divertente sono sempre a portata di mano. Tim chiama questo luogo il “Parco giochi oscuro”. Oh, il Parco giochi oscuro è un luogo che ogni buon procrastinatore conosce bene. E’ il luogo dove lo svago regna sovrano. E’ il luogo in cui ci si diverte quando non si dovrebbe fare. Il divertimento di questo parco non è mai puro divertimento perchè non è guadagnato. E’ pieno di fantasmi pronti a perseguitarti: senso di colpa, paura, ansia, odio verso se stessi ecc.. Tutti spettri che seguono il buon procrastinatore. In pratica siamo in balia della scimmia che prende le decisioni al nostro posto durante la giornata. Tim tuttavia spiega anche l’altro lato della medaglia.
I procrastinatori come noi hanno un angelo custode che li protegge dagli scherzi dell’Istant Gratification Monkey. Non si sa bene che forma abbia o cosa sia, qualcuno lo chiama “Panic Monster”. Esso è l’unica cosa di cui la scimmia ha veramente paura e per la maggior parte del tempo dorme, ma ha la capacità innata di svegliarsi sempre in prossimità delle scadenze. Pochi secondi dopo.. Tutto il sistema è nel caos. La scimmia scappa e il Rational Decision-Maker può finalmente riprendere il timone nel tentativo di rispettare per il rotto della cuffia la scadenza.

panicmonster
Questo sistema con i tre personaggi è il prodotto della scoperta di Tim Urban. Non è un sitema perfetto. Ma funziona. Quando però scrisse di esso nel suo blog rimase sorpreso dai commenti delle persone. Il suo intento era chiaramente ironico ma molti risposero in maniera triste e frustrata. Erano distrutti da quello che la procrastinazione aveva fatto delle loro vite. Ma se il sistema funziona perchè noi procrastinatori siamo così infelici? Così Tim capì che esistono due tipi di procrastinazione: una che ha un effetto a breve termine ed è legata alle scadenze di tutti i giorni. Quella di cui ti ho parlato poco fa. Quella che induce il mostro a svegliarsi per intenderci. Ne esiste però un’ altra molto più subdola che si verifica in situazioni senza scadenze, come coltivare i propri talenti, curare il fisico, l’alimentazione ecc.. In questi contesti il mostro non ha motivo di svegliarsi perchè non esistono scadenze, quindi i buoni procrastinatori come noi continueranno a rimandare questi problemi per il resto della loro vita, nutrendo un terreno di
rimpianti e una condizione di infelicità cronica dettata dall’incapacità di seguire i propri sogni. Ricorda, lo scherzo più infido della scimmia avviene quando non ci sono scadenze.

Calendar-Button-HuffPost-1024x794Tim arriva alla fine del discorso a mostrare il cosiddetto “calendario della vita”, in cui divide una vita di 90 anni in caselle. Ad ogni casella corrisponde una settimana della nostra esistenza. Successivamente invita tutti i procrastinatori a guardare a lungo e attentamente il calendario per poter pensare bene su cosa stiamo veramente procrastinando. Questo è il compito che ci assegna Tim “e, visto che non ci sono poi così tante caselle, sicuramente è un compito che forse dovrebbe iniziare oggi. Beh, forse non oggi.. Però presto.”

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