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La bandiera bisessuale si compone di tre colori: agli estremi il rosa e il blu rappresentano l'attrazione per il sesso maschile e quello femminile che si fonde nel viola centrale, simbolo della bisessualità. Qui nella variante con i simboli del mondo maschile e femminile uniti in bianco. All the rights belong to their respective owners
La bandiera bisessuale si compone di tre colori: agli estremi il rosa e il blu rappresentano l'attrazione per il sesso maschile e quello femminile che si fonde nel viola centrale, simbolo della bisessualità. Qui nella variante con i simboli del mondo maschile e femminile uniti in bianco. All the rights belong to their respective owners

Non sono confusi: sono bisessuali, ed è fantastico

Di: Anna Ricciardi

Nel precedente articolo abbiamo imparato qualcosa riguardo alla comunità asessuale, ma è giunto ora il momento di spostarci verso la zona viola della bandiera arcobaleno della famiglia LGBT+: quella della comunità bisessuale.

Per bisessuale si intende un individuo attratto sia da uomini che da donne, ma il termine funge in realtà da ombrello e copre nella maggior parte dei casi anche i pansessuali, ovvero gli individui attratti da ogni genere, compresi i non binari, che a loro volta sono persone che non si riconoscono in un genere specifico… ne parleremo nel prossimo appuntamento, non è complicato come sembra.

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Le lune bisessuali sono uno dei simboli più conosciuti della comunità, sostituiscono i triangoli rosa usati dai nazisti per identificare gli omosessuali durante la seconda guerra mondiale. All the rights belong to their respective owners

Come accade per gli asessuali, anche ai bisessuali tocca l’amara sorte di non essere accettati come comunità legittima, soprattutto perché nell’opinione comune essere bisex è più una fase di passaggio da etero a gay che un vero e proprio orientamento sessuale. Per questo motivo un bisessuale si trova spesso a non sentirsi accettato né nella “normalità” eterosessuale né nella comunità omosessuale. Inoltre l’immaginario comune associa l’essere bisessuale a comportamenti sessuali promiscui, come se il fatto di essere attratto sia da uomini che da donne volesse significare essere attratto da tutti gli uomini e da tutte le donne in ogni circostanza. Ovviamente non è così, almeno nel 99.9% dei casi.

Per spiegare cosa significhi essere bisessuale dovete immaginare di vivere in una compagnia di amici che mangia solo due gusti di gelato: cioccolato o vaniglia. Essere bisessuale non vuol dire volersi ingozzare costantemente di vaniglia e cioccolato mescolati assieme (per quanto l’idea non sia malvagia), vuol dire più che altro scoprire che preferite il gusto fragola. Essere bisessuali infatti non vuol assolutamente dire essere “un po’ etero e un po’ gay”, vuol dire essere bisessuali e basta. Ed è perfettamente normale e legittimo essere bisessuali che tendono a preferire un genere rispetto all’altro. Per spiegare questa teoria con argomenti un po’ più autorevoli di una metafora sui gelati ci viene in aiuto la scienza, o meglio uno studio del biologo e sessuologo Kinsey, il quale nel 1948 ideò una scala di valutazione per classificare gli orientamenti sessuali nell’essere umano, unico tentativo della scienza moderna di disfarsi della visione categorizzante della sessualità umana per lasciare invece spazio ad un’idea di sessualità fluida, sfaccettata, in continua evoluzione.

La scala è composta da sette livelli, ciascuno indice della sessualità di una persona in quel momento della sua vita. E’ importante infatti precisare che Kinsey era ben più avanti del suo tempo e aveva già affermato​ che la sessualità di un individuo è soggetta a cambiamenti nel corso della vita. Per Kinsey, insomma, non si nasce con una sessualità definita o definitiva. La scala posiziona la bisessualità esattamente al centro fra orientamenti etero ed omo secondo questo ordine:

  • Esclusivamente eterosessuali
  • Prevalentemente eterosessuali, con tendenze omosessuali
  • Prevalentemente eterosessuali, ma con forte componente omosessuale
  • Tendenze omosessuali ed eterosessuali si equivalgono (bisessualità)
  • Prevalentemente omosessuali, ma con forte componente eterosessuale
  • Prevalentemente omosessuali, con tendenze eterosessuali
  • Esclusivamente omosessuali

Con questa scala, Kinsey divise la popolazione americana nei vari livelli di appartenenza al momento dello svolgimento dello studio, ed il test per determinare il proprio orientamento sessuale secondo questo metodo viene proposto ancora oggi, potete trovarlo qui: http://www.gay.tv/articolo/test-scala-kinsey/62463/ (questa versione tiene conto anche dell’alternativa asessuale).

Una rappresentazione grafica dei livelli della scala Kinsey. All the rights belong to their respective owners
Una rappresentazione grafica dei livelli della scala Kinsey. All the rights belong to their respective owners

Un aspetto interessante del mondo bisessuale è che a quanto pare nessuno sembra voler accorgersi della sua esistenza in questi anni, nonostante in altri periodi storici fosse accettata e normalizzata. Quando una canzone, un film o un romanzo parlano di omosessualità nessuno si fa troppi problemi a riconoscerlo, ma provate a dire ai vostri amici che il successo mondiale “Poker Face” parla dell’essere bisex e nessuno vi crederà fino ad attenta analisi del testo. Eppure da Lady Gaga un po’ te lo aspetti, no? C’è voluta Katy Perry per sbattere in faccia al mondo pop moderno che le ragazze possono ancora baciare altre ragazze e divertirsi nel farlo senza essere lesbiche, ma la canzone ha avuto un effetto boomerang e ha invece consolidato l’idea che la bisessualità vada bene giusto per una sera, per fare un po’ di scena, far divertire i ragazzi etero e magari farsi offrire da bere dal barista. Questa visione goliardica e soprattutto femminile della bisessualità come gioco o esperimento puramente erotico ha contribuito nel tempo a creare l’immagine dell’individuo bisessuale avido, esibizionista e spesso poco serio o comunque non adatto a relazioni monogame.

Essere bisessuale e voler avere una relazione con una persona che non lo è comporta spesso dei problemi: la comunità omosessuale non vede di buon occhio quella bi per una serie di motivi che si riducono in sostanza al “non essere abbastanza gay” per poter simpatizzare e condividere quelle lotte sociali che appartengono ad entrambi i mondi, mentre il rapporto fra etero e bisessuali è ancora piú complicato in quanto gran parte degli uomini etero vede le donne bisessuali più come una fantasia erotica che come compagne di vita, e gli uomini bisessuali vengono sminuiti in quanto “non abbastanza virili”, dal momento che provano attrazione anche per individui dello stesso sesso. In poche parole i bisessuali sopportano le stesse etichette denigratorie degli omosessuali, senza però avere l’accettazione sociale che in questo periodo storico ha la comunità gay.

Nonostante le difficoltà nel vivere apertamente la propria sessualità, la comunità bisessuale è una delle più eclettiche e inclusive fra il mondo LGBT+ e fortunatamente dopo anni di silenzio e quasi scomparsa di icone bisessuali, fra cui spiccano giganti come Frida Kahlo, Marlon Brando, Oscar Wilde e Freddie Mercury, per non contare grossomodo l’intera popolazione degli antichi imperi greci e romani, la fluidità sessuale ha ricominciato a farsi vedere e sentire, soprattutto dopo la scomparsa e la conseguente riscoperta del camaleontico David Bowie, che l’aveva resa il suo marchio di fabbrica. Insomma, la grande famiglia bisessuale inizia ad essere accettata nel quartiere altolocato degli orientamenti sessuali legittimi, nonostante sia sempre “un po’ troppo gay” o “un po’ troppo etero”. La famiglia bisessuale conta molti fratelli e sorelle, ma risulta quasi impossibile fare una stima attendibile di quanti bisex ci siano al mondo proprio perché tendono ad essere inclusi o ad autoincludersi nella definizione di “omosessuali” se sottoposti ad un sondaggio. Basti pensare che secondo un sondaggio del 2011 solo il 7% della popolazione italiana si è dichiarato omosessuale o bisessuale, un dato che desta non poco scetticismo.

Per i nostri lettori bisessuali e non, consiglio la visione e l’ascolto della magica “Getting Bi”, clip musicale del delirante show Crazy Ex-Girlfriend che spiega con ironia e intelligenza come sia essere bisessuale e come affrontare nel modo migliore il proprio coming out: essendo favolos*, come sempre.

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