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Mike Pompeo: torture, negazionismo e sorveglianza

Di: Mattia Bagherini


Qualche giorno fa il presidente americano Donald Trump ha licenziato via Twitter il Segretario di Stato Rex Tillerson, nominando al suo posto Mike Pompeo, il Direttore della CIA.
Tillerson negli ultimi mesi aveva cercato di dissuadere il presidente da compiere mosse irrazionali e impulsive riguardo le 4 questioni più calde: Iran, Corea del Nord, Russia e Gerusalemme.
Trump si sentiva bloccato dalla sua eccessiva diplomazia e ha deciso di rimpiazzarlo con qualcuno che nelle dichiarazioni pubbliche ha mantenuto posizioni identiche a lui.

Rex Tillerson (© Greg Nash)
Rex Tillerson (© Greg Nash)

La scorsa estate, Tillerson aveva definito Trump un “fottuto idiota”, frase che non ha mai rinnegato. Nel caso in cui Pompeo venisse confermato, a capo dell’Agenzia di spionaggio andrebbe Gina Haspel, colei che gestiva le operazioni clandestine, per le quali ha ricevuto innumerevoli denunce pubbliche da parte di organizzazioni internazionali per aver ordinato la tortura dei detenuti in modo da ottenere informazioni. Proprio per questo le sarebbe vietato di viaggiare in Europa poichè rischierebbe una condanna a causa di una denuncia dell’ECCHR (Centro europeo per i diritti costituzionali e umani) alla Procura tedesca.

“Sia Mike Pompeo che Gina Haspel hanno un preoccupante curriculum in tema di diritti umani e prima che assumano formalmente incarichi che potrebbero avere ripercussioni nel mondo, il Senato dovrebbe effettuare una seria valutazione”, ha dichiarato Margaret Huang, direttrice generale di Amnesty International USA.
Dello stesso parere molti membri del Congresso, che hanno giurato di fare qualsiasi cosa in loro potere per fermare la nomina di Pompeo a Segretario di Stato. Essi hanno definito le sue lodi alla guerra in Iraq e la giustificazione della tortura dei fattori su cui non si può passare sopra, aggiungendo che si opporranno anche alla nomina di Gina Haspel, anche lei al centro di uno scandalo nel 2001 che ha rivelato come fosse stata una delle più grandi sostenitrici dell’utilizzo di torture per estrarre informazioni.

Ex militare e uomo ferreo, Pompeo è il classico esempio di politica muscolare, dove la diplomazia fa spazio all’uso della forza. È un esponente del movimento Tea Party (la parte più conservatrice del Partito repubblicano) e grande sostenitore del liberismo economico. Membro della National Rifle Association (la lobby delle armi), le sue posizioni sono ben chiare:
– Contrario alla regolamentazione delle emissioni di gas serra;
– Contrario alla chiusura di Guantanamo;
– Si oppone a matrimoni e adozioni gay;
– Fortemente antiabortista (anche nei casi di incesto e stupro);
– Sostenitore dei programmi di sorveglianza dell’Agenzia nazionale per la sicurezza (NSA);
– Favorevole alla tortura per estrarre informazioni.
L’uomo giusto al posto giusto insomma, estraneo a quasi tutte le convenzioni elaborate dal 1948 ad oggi e a qualsiasi tipo di scrupolo morale. 

La nomina di Pompeo rappresenta inoltre un tentativo di riavvicinamento tra il governo e l’agenzia, dopo un periodo di distacco e in un momento in cui il presidente e molti dei suoi collaboratori sono al centro del tornado Russiagate. “Keeping Americans safe” è lo slogan attraverso il quale giustificare tutte le azioni, dalle torture alla sorveglianza di massa, e il termine terrorismo viene utilizzato per giustificare azioni illegali e metodi di spionaggio globale.
A riguardo, nel 2015 Pompeo è stato tra coloro che hanno insistito sul fatto che il paese stesse perdendo uno strumento prezioso per combattere il terrorismo quando il Senato ha votato per porre fine al Patriot Act, grazie al quale l’Agenzia per la sicurezza nazionale aveva accesso ai dati telefonici di milioni di americani.
Da ribadire il fatto che la questione sorveglianza non riguarda solo gli americani.
Come dimostrato da Edward Snowden, la NSA ha spiato i principali leader e cittadini europei attraverso un sofisticato programma di sorveglianza, rivelato da Edward attraverso il famoso Datagate. Se ve lo stavate chiedendo, Pompeo ha ovviamente dichiarato che Snowden merita per questo la pena di morte.
Dopo la presentazione di un rapporto davanti al Senato in cui si evidenziava per la prima volta la colpevolezza dell’agenzia nell’utilizzo di torture (prima tra tutte il waterboarding), Pompeo ha dichiarato: “Questi uomini e donne non sono torturatori, sono patrioti”.

Egli è inoltre allineato con Trump sulla questione cambiamento climatico, avendo espresso scetticismo sul fatto che gli umani siano responsabili di questo disastro. Ha detto che l’accordo di Parigi sul clima rappresenta un costo enorme per gli Stati Uniti, mentre l’ex Segretario di Stato lo aveva difeso a spada tratta e aveva fatto pressioni su Trump affinché non ne uscissero, come invece è avvenuto l’anno scorso.
trumptweekTillerson non è stato esattamente un portavoce dell’energia pulita, anzi, ma come riportato dall’economista di Harvard Robert Stavins, egli risulta essere “almeno un adulto” riguardo alle questioni climatiche, avendo riconosciuto la “realtà sceintifica del cambiamento climatico indotto dall’uomo”, supportato la tassa sul carbone e definito gli accordi di Parigi “un importante passo avanti”.
Pompeo ha invece messo a lungo in discussione il legame (riconosciuto come incontrovertibile da gran parte della comunità scientifica mondiale) tra il riscaldamento globale e l’uso di combustibili fossili. Egli crede fortemente che l’agenda dell’amministrazione Obama sul clima sia stata troppo radicale. La convinzione di Obama di ritenere il cambiamento climatico un problema di sicurezza nazionale, è stata definita “ignorante, pericolosa e assolutamente incredibile”.
In un tweet, è arrivato a definire Obama un «malvagio musulmano comunista».

Secondo Michael Brune, il direttore esecutivo di Sierra Club (la più grande, diffusa e influente associazione ambientalista USA), la conferma di Pompeo significherebbe che un politico che ha costantemente attaccato la scienza, che è spinto da un’ideologia dell’odio e che ha sostenuto politiche anti-democratiche per limitare i diritti di voto di milioni di persone, sarebbe il volto degli Stati Uniti in tutto il mondo.
Pericoloso sia per i cittadini del suo paese che per la salute del pianeta.

Fonti:

Amnesty International

TPI 

The Guardian

MIT Technology Review

GreenReport

OFCS Report

Robert Stavins 

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