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La bandiera asessuale è il simbolo più diffuso nella comunità. I colori hanno diversi significati: nero per l'asessualità, grigio per la demisessualità, bianco per la sessualità e viola per l'intera comunità.

Credits to: http://www.asexualityarchive.com/
La bandiera asessuale è il simbolo più diffuso nella comunità. I colori hanno diversi significati: nero per l'asessualità, grigio per la demisessualità, bianco per la sessualità e viola per l'intera comunità. Credits to: http://www.asexualityarchive.com/

Le sessualità dimenticate: l’asessualità esiste

Di: Anna Ricciardi

Sembra contraddittorio cominciare un ciclo di articoli sulle sessualità dimenticate presentando per prima proprio quella comunità che rifiuta di includere nelle proprie relazioni il sesso, eppure gli asessuali esistono,sono sempre esistiti e da anni si battono per essere riconosciuti come comunità con un proprio orientamento sessuale.
Quando parliamo di asessuali, infatti, intendiamo individui che desiderano avere relazioni romantiche con i propri partner, escludendone in parte o completamente la sfera sessuale.

Come per tutti gli orientamenti sessuali é sbagliato pensare che l’asessualità sia una scelta razionale: essa é dettata dall’essere stesso dell’individuo che non prova le pulsioni sessuali che sono invece comuni nella maggior parte della popolazione, ed é altrettanto fuorviante partire dal presupposto che l’asessualità sia conseguenza di abusi o eventi traumatici nella vita della persona che si scopre asessuale. Semplicemente, alcune persone lo sono.

La comunità Asessuale  è forse la più sconosciuta fra quelle LGBT+ e certamente quella che ha più difficoltà ad essere legittimata dal resto della società, che non la riconosce come sessualità, al massimo come fase di passaggio nella vita di un individuo. Io per prima, che mi riconosco come membro della comunità LGBT+ e che mi considero una donna di ampie vedute, non avrei mai riconosciuto né l’esistenza né la legittimità di questo tipo di sessualità se la mia migliore amica non avesse fatto coming out con me dopo quasi 20 anni di conoscenza e amicizia. Quando è successo mi sono sentita terribilmente in colpa per tante conversazioni che ho avuto con lei, in cui il punto focale erano le gioie del sesso e tutto ciò che ne consegue. Immaginate di avere per 10 anni i vostri amici più stretti che vi parlano di quanto sia buona la crema al mascarpone e di non avere il coraggio di dirgli che siete intolleranti al lattosio e che i formaggi in genere non vi hanno mai attirato particolarmente. Non avete mai mangiato latticini davanti a loro, è chiaro che non avete nessun interesse a provarli, ci sarebbero tanti altri cibi meravigliosi da gustare, ma loro sono fissati con il formaggio e parlano solo di quello continuando a offrirvene. Poi un giorno non sopportate più tutti i discorsi sulle mozzarelle e finalmente lo dite “Ragazzi, io sono intollerante al lattosio. E a dirla tutta il formaggio mi fa un po’ schifo” e allora comincia l’incubo: “Ma non è possibile” “Devi solo provare la caciotta giusta e cambierai idea” “È solo una moda, una fase, vedrai che fra qualche anno rinsavirai” “Ma non ti piacciono nemmeno i video dei caseifici?”

Ho avuto il privilegio di poter parlare con Nathan e Giulia, entrambi asessuali, ma con due background molto diversi che incidono sul loro modo di vivere la propria asessualità; in particolare emerge dalle loro risposte come in Italia l’asessualità sia molto meno normalizzata che non nel Regno Unito, terra d’origine di Nathan, dove invece la comunità asessuale é più conosciuta e soprattutto riconosciuta.

In che sessualità vi riconoscete?

Credits to www.asexuality.org
Credits to www.asexuality.org

Giulia: Asessuale, esistono molti altri termini più specifici ma preferisco i termini ad ombrello. Non provo e non ho mai provato attrazione sessuale per sconosciuti, ma nemmeno con persone di cui sono stata innamorata c’è mai stata pulsione sessuale.
Nathan: Io sono asessuale panromantico. (Ovvero che non prova attrazione romantica per un genere specifico)

Come influisce nella vostra vita l’essere asessuali?

Giulia: Non so che influenza abbia nella mia vita l’assenza di una cosa che non conosco. Per me è stato più strano scoprire che delle persone provavano una pulsione di cui io non avevo mai nemmeno considerato l’esistenza piuttosto che scoprire che a me mancava e che io ero una minoranza. Ovviamente il sesso mi viene schiaffato in faccia da qualunque film, pubblicità, persino andare ad una festa senza sentirne parlare é difficile… ecco, questo é quasi un fastidio ma a parte questo ne sono completamente indifferente. Vedo i miei amici non asessuali che la vivono come una cosa normale, semplicemente a me non riguarda.
Nathan: non lo so nemmeno io, a volte sembra che ci siano molte cose che gli altri fanno e che io non comprendo, o che magari mi sto perdendo. È come non riuscire a vedere un colore, ma il più delle volte non interferisce in alcun modo con la mia vita.

Come si vive L’asessualità in una coppia? È possibile che un asessuale abbia una relazione con un partner che non lo è?

Giulia: L’unica esperienza di coppia che io ho avuto è stata con un ragazzo che era evidentemente non asessuale, quando ancora io non conoscevo questo termine e le sue implicazioni. L’esperienza è stata più negativa che altro: il modo in cui interagiva con me e la sua necessità di contatto fisico e di sentirci tutti i giorni per me era ossessiva, quasi fastidiosa. In realtà se avessi saputo di essere asessuale avrei guardato al mio comportamento piuttosto che colpevolizzare lui, cercando di raggiungere un compromesso e le cose avrebbero forse funzionato.
Nathan: io non sono mai arrivato al punto di dirlo alla mia ex , ma sono abbastanza sicuro che una relazione di questo genere possa funzionare a condizione che ci sia onestà da entrambe le parti, e la disposizione a trovare un compromesso se dovesse diventare un problema rilevante.

Come avete vissuto, fino al momento della realizzazione della vostra sessualità e dopo, il rapporto con il sesso?

Giulia : Fino al momento della realizzazione della mia sessualità ho vissuto in modo molto incerto. Sono arrivata al primo anno di Università senza aver mai avuto una storia con un ragazzo o una ragazza. Ho realizzato di essere asessuale una volta arrivata in Inghilterra, dove ho scoperto che tante altre persone si identificavano come tali ed era una realtà riconosciuta.
Nathan: Io ho realizzato di esserlo da adolescente, fino a quel momento ho sempre pensato che il sesso fosse un cosa a cui pensavano solo gli adulti, oppure qualcosa che le persone facevano finta di apprezzare perché si sentivano obbligati a farlo.

Il triangolo AVEN (Asexual Visibility and Education Network) è un altro importante simbolo della comunità.
Il triangolo AVEN (Asexual Visibility and Education Network) è un altro importante simbolo della comunità.

Pensate mai al fatto che se in futuro voleste dei figli, il sesso potrebbe essere necessario?

Giulia: Se un giorno io volessi mettere su famiglia, il sesso non sarebbe necessario a meno che io non voglia un figlio mio, ma a prescindere dalla mia sessualità non ho intenzione di affrontare una gravidanza in futuro. Una coppia asessuale può decidere di adottare, di fare sesso per procreare, le opzioni ci sono ma non mi riguarda personalmente.
Nathan: Beh , esiste l’adozione. Personalmente sarei riluttante , ma potrei comunque considerare di avere figli in modo “naturale” se con la mia partner decidessimo che è la strada da percorrere.

Pensate che una relazione senza attrazione carnale sia in qualche modo più “pura” di una in cui è presente il sesso?

Giulia: *ride* La purezza non c’entra assolutamente niente, é un concetto ipocrita e/o personale, una relazione sessuale può essere più ”pura” di una asessuale,riguarda l’onestà intellettuale ed eventualmente carnale fra le persone.
Nathan: No, è semplicemente un modo in cui una relazione può essere.

Fare coming out come asessuali con amici e parenti porta ad una serie di domande banali e vagamente offensive; come avete vissuto questo momento?

Giulia: Fare coming out per me é stato molto vago. Invece di farlo con i miei amici un po’ alla volta, ho semplicemente smesso di nasconderlo. Non sono mai andata in giro ad ostentare il mio essere asessuale ma se il discorso viene fuori lo ammetto senza problemi. Alle osservazioni di cui hai parlato ho sempre reagito con indifferenza, qualsiasi sessualità differente dall’eterosessualità scatenerà sempre domande stupide o ignoranti, sta a me distinguere fra domande poste per genuina curiosità e interesse da quelle subdole usate per imporre il proprio punto di vista. Penso che l’atteggiamento da adottare sia assertivo e conciliatorio per fare informazione, ma se qualcuno mi impone i propri giudizi o la propria visione sono più propensa a ridergli in faccia.
Nathan: Sono sempre stato piuttosto aperto riguardo alla mia sessualità. La domanda che mi viene posta più spesso è “come sai che non ti piace il sesso se non l’hai mai provato?” ma questa è una domanda che si potrebbe benissimo fare ad un eterosessuale riguardo ai rapporti omosessuali. Riguardo alla mia famiglia, ho evitato il discorso: sono stato esplicito al riguardo con le mie pubblicazioni su Facebook, ma non abbiamo mai discusso l’argomento. Non credo abbiano problemi al riguardo.

Un’ultima cosa prima di lasciarvi: Siete felici?

Giulia: È una domanda complessa che per me non ha nulla a che fare con la mia sessualità. Ci sono molti ostacoli da superare nella vita per essere felici, in questo momento io ne ho ancora molti ma sono sicura che li supererò e non avrà comunque nulla a che fare con il sesso.
Nathan: Perché non dovrei esserlo?

Già, perché? Secondo una ricerca del 2004, l’ 1% della popolazione mondiale è asessuale. Può sembrare una percentuale irrisoria, ma tradotta in numeri parliamo di circa 74 milioni di persone, abbastanza per accettare l’esistenza e la legittimità di questo orientamento. Un sondaggio guidato dall’osservatorio sull’asessualità nel 2011 ha mostrato anche come il 70% degli adolescenti asessuali abbia pensato al suicidio come soluzione per l’angoscia causata dall’appartenere ad una comunità che non viene riconosciuta (che se vogliamo è peggio del non essere accettati) dalla maggior parte della società. Per questo motivo fare informazione e mantenere un atteggiamento di accoglienza e accettazione verso questa parte della popolazione mondiale è così urgentemente necessario e dovuto da parte di chi ha il privilegio di vedere le proprie scelte sessuali riconosciute e normalizzate.

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