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Il cinema indipendente che non ti aspetti a Padova


Padova non è mai stata famosa per il cinema, ma negli ultimi anni c’è stata un interessante aumento delle realtà indipendenti che si mettono alla prova con l’audiovisivo. Siamo andati ad intervistare uno di questi collettivi di cineasti emergenti per capire questo nuovo fenomeno tutto locale. 

Photo by 4th Wall Pictures

Probabilmente non c’è ancora una consapevolezza generale su questo, ma a Padova negli ultimi anni sono nate diverse iniziative legate all’audiovisivo che hanno per protagonisti i giovani del luogo.

Come dimostrano diversi festival locali come il Padovaciak, alla quale anche quest’anno una ventina di troupe si sono presentate con lavori originali, i giovani impegnati nel cortometraggio non sono pochi.

Tuttavia, sembra che in genere dopo una breve parentesi nella narrativa, i ragazzi coinvolti abbandonino queste velleità da cineasti per dedicarsi principalmente a video promozionali per le aziende in modo da guadagnare attraverso le loro capacità e competenze.

Pur riconoscendo che anche questo sia un lavoro onorevole, non si può far a meno di riflettere sul fatto che manchi totalmente un tessuto in grado di assorbire e valorizzare queste nuove leve come registi, sceneggiatori, attori e tecnici vari.

Ma mentre molti gruppi rinunciano per ragioni economiche alle loro ambizioni, alcuni trovano vie alternative.

È il caso ad esempio di 4th Wall Pictures, un “collettivo” costituito da giovani filmmaker originari del padovano.

Come tengono a fare subito presente, la loro non è un’attività a scopo di lucro, né una start up.

Noi raccogliamo talenti” spiegano i due fondatori, Stefano Bolognini e Massimiliano Saltori “Se sei un giovane regista o sceneggiatore e vuoi avere l’opportunità di girare un corto, puoi contattarci e proporci la tua idea”.

Una volta cominciate le riprese ci si divide i costi di produzione — come le attrezzature e i rimborsi spese per alcuni collaboratori — e a prodotto finito il corto diventa di proprietà di chi vi ha partecipato. Che tu sia attore o assistente di produzione, sei libero di utilizzare il corto come più ti piace in modo da promuoverti. Riteniamo che fare gruppo sia l’unico modo possibile per poter crescere in quest’ambiente così competitivo e scarso di aiuti statali”.

Non è certo un segreto che il mondo del cinema italiano sia chiuso agli esterni. Inoltre i fondi statali sono in genere limitati a chi ha già un’attività avviata da qualche anno. Produrre un cortometraggio e distribuirlo diventa perciò un impresa costosa e solitaria.

Photo by 4th Wall Pictures

L’avventura di 4th Wall Pictures inizia circa tre anni fa, con il primo cortometraggio prodotto quasi per gioco: Isolation(2015).

Il corto, pur essendo il prodotto di tre neofiti, li spinge a sperimentare con nuove storie e idee, che li portano inevitabilmente a collaborare con altri aspiranti cineasti con interessi simili.

La provincia di Padova diventa il centro delle loro operazioni, con le sue periferie fatte di capannoni industriali, le stazioni periferiche deserte e il centro storico affollato, rappresentato in modo quasi fiabesco attraverso le lenti delle loro telecamere.

I protagonisti sono loro stessi, giovani laureati e aspiranti artisti che sperano in un futuro migliore.

Secondo loro, le storie che riguardano i giovani italiani sono spesso trascurate dal cinema “mainstream” ed è importante che siano i giovani stessi a parlarne.

Non è un caso che il loro secondo corto fosse una storia di fantascienza che parlava in modo velato di università, ricerca e fuga di cervelli.

Photo by 4th Wall Pictures

I riconoscimenti non sono mancati: Telebox (2017), uscito ad aprile, ha vinto tre premi al Frostbite Film Festival(Colorado, USA) ed è attualmente nella selezione ufficiale dell’Undeground Film Festival (Monaco, Germania). La ragazza, il dito e Alino (2017) a giugno ha vinto il premio del pubblico al Padovaciak. Un altro, 10 seconds more (2017) è un cortissimo (solo 70 secondi) confezionato apposta per la Fondazione cineteca Italiana, il cui contest si terrà a novembre.

L’ultimo corto, Encounter (2017), è uscito il 16 settembre, ed è già stato richiesto dal Mammut Film Festival di Carpi per la selezione ufficiale.

Ad oggi, la 4th Wall Pictures ha già prodotto cinque cortometraggi. Il sesto è già in cantiere e uscirà per la fine dell’anno con una crew all’attivo di 15 persone, tra attori e tecnici.

La vicenda di 4th Wall è certamente un interessante finestra su un fenomeno indipendente in continua crescita, ma racconta anche delle difficoltà che questi giovani trovano lungo il loro percorso.

La burocrazia” ci spiegano “rende tutto più complicato. Vorremmo valorizzare la città in cui viviamo con il nostro lavoro, ma abbiamo riscontrato uno scarso interesse da parte del comune per il cinema indipendente locale. Questo è un errore, perché si tratta di un fenomeno culturale che può diventare una risorsa per la città. È un settore in crescita e in continuo cambiamento, ma ha bisogno di essere aiutato”.

Per ovviare al formalismo del sistema ed alle tasse imposte alle piccole e medie imprese, hanno dunque scelto di diventare un collettivo artistico, alla continua ricerca di una voce propria e originale.

Non resta che augurargli buona fortuna, con la certezza che sentiremo ancora parlare di loro.

 

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Credits: http://www.nationalgeographic.it

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