Home / All you can read / Glifosato: un pesticida sempre di moda
foto

Glifosato: un pesticida sempre di moda

Di: Giulia Ioselli

Il 30 novembre la battaglia sul glifosato è finita e la Commissione Europea  ha rinnovato per altri 5 anni l’autorizzazione ad usare questa sostanza. I pochi paesi contrari all’uso del glifosato sono: Italia, Grecia, Francia, Belgio, Lussemburgo, Malta, Croazia, Cipro e  Austria. Si tratta di un diserbante economico e ampiamente diffuso. E’una molecola che elimina indistintamente tutte le piante infestanti ed è stato introdotto sul mercato nel 1974. Questo lo rende molto efficace, ma anche molto persistente in ambiente. La sua diffusione è aumentata negli anni novanta, quando la Monsanto ha iniziato  a introdurre sul mercato le prime colture geneticamente modificate resistenti al glifosato, come ad esempio la soia. Nel  2001 il brevetto è scaduto ed ora questa sostanza è presente in numerosi diserbanti utilizzati non tanto in ambito agricolo ma proprio per evitare la crescita di vegetazione lungo le autostrade o le ferrovie.

Nel 2015, l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ( IARC, ente di ricerca americano) ha definito il glifosato come sostanza probabilmente cancerogena in grado di causare effetti mutagenici. Secondo le analisi epidemiologiche effettuate, ci sarebbe un particolare tumore associabile al glifosato. Si tratta del linfoma non-Hodgkin. E’  un tumore piu’ comune negli adulti che hanno superato i 65 anni. La possibilità di ammalarsi aumenta anche  dopo l’esposizione a radiazioni ( anche in caso di trattamenti sanitari) e in presenza di deficit immunitari ( HIV, trattamenti con farmaci anti rigetto ) .

Anche l’ infezione data dal virus di Epstein Barr, responsabile della mononucleosi, può  favorire la comparsa di questo tumore. Il gruppo delle sostanze probabilmente cancerogene, secondo la IARC,  include anche alcune carni e sostanze derivanti da processi di frittura ad alte temperature.

Capita spesso che diversi centri di ricerca diano pareri contrastanti riguardo alla stessa sostanza.

Ad esempio la IARC ha classificato come cancerogena la silice cristallina, ma per la comunità europea” non c’è evidenza di cancerogenità.”Questo perché i criteri della IARC  sono epidemiologici, quindi strettamente qualitativi e non quantitativi.

Stesso problema per il glifosato, che a marzo è stato difeso dall’ EFSA ( European Food Safety Authority, successivamente accusata di aver fatto copia-incolla dai documenti della Monsanto) ma anche  dalla FAO.La discordanza è dovuta al fatto che l’EFSA  ha analizzato la molecola del glifosato singolarmente mentre la IARC  ha svolto ricerche anche sui prodotti commercializzati, che contengono sostanze aggiuntive.

Ma quali potrebbero essere le alternative al glifosato?

Le soluzioni non mancano: dalla rotazione delle colture  alla falciatura meccanica. Anche l’utilizzo di pesticidi di origine vegetale, come ad esempio l’acido pelargonico, potrebbe rappresentare una buona alternativa.
Natria (che fa parte del colosso Bayer)  e Ortal (un’azienda trentina) producono  erbicidi che contengono  questo acido grasso, estraibile dalle foglie del Pelargonium roseum.

Risultati immagini per pelargonium roseum

Si tratta di un prodotto efficace per muschio, giavoni in crescita e gramigna. La dose di impiego è di circa 200 ml di prodotto in un litro di acqua da irrorare su una superficie di circa 10 metri quadri.La sua  denominazione ufficiale è “ acido nonanoico” . Si tratta di un olio essenziale contenuto sotto forma di estere ( acido + alcol)  ma è possibile ottenerlo anche tramite demolizione dell’ acido oleico( uno dei maggiori costituenti dell’olio di oliva) .

Se vi state chiedendo quanto acido pelargonico ricavare dal vostro olio, assicuratevi di non avere acquistato una bottiglia di olio extravergine perché se cosi’ fosse la percentuale di acido oleico disponibile sarebbe inferiore allo  0,8 %.Il problema è che ora come ora, a causa del relativamente limitato campo di applicazione, i pesticidi a base di acido pelargonico  sono disponibili solo per uso non professionale. Quali sono i motivi che hanno spinto la Commissione Europea ad agire in questo modo?  Già dall’estate del 2016 si parlava di una possibile fusione fra Bayer e Monsanto. Inoltre è possibile che questa autorizzazione sia stata rinnovata anche per consentire alle aziende di sfruttare fino all’ultimo le scorte di glifosato disponibili nei laboratori, in modo da evitare perdite economiche. Il problema è che i danni ambientali dovuti alla diffusione di glifosato costituiscono un prezzo molto piu’ alto.

 

Check Also

copenaghen

Cronache Danesi #1

Di: Pietro Balzen