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About cocaine

Di: Anna Ricciardi

 

 

Dialogo semiserio su tutto quello che nessuno mi ha mai detto sulla droga più carismatica di sempre

Eric ClaptonLa prima volta che ho sentito la parola “cocaina”, Eric Clapton mi parlava morbidamente dagli altoparlanti della macchina di mio padre: “She don’t lie, she don’t lie, she don’t lie – cocaine”. Avevo forse 10 anni e un’educazione cattolica, quindi non ci volle molto perché le mie catechiste mi convincessero che le droghe fossero frutti della tentazione demoniaca con lo scopo di annebbiare la mente dei peccatori e allontanarli dalla luce divina. Eppure più ascoltavo quel giro di chitarra più era difficile pensare che fosse stato il diavolo ad ispirarlo.

Crescendo, il mio repertorio artistico si è espanso e non potevo fare a meno di notare che tutto ciò che mi parlava di droga mi affascinava e attirava mio malgrado: il rock, il cinema, la letteratura… era diventato sempre più difficile credere alla storia delle droghe confezionate negli inferi.

Trainspotting mi diceva che la droga è un affare losco, riservato alla povera gente impantanata in situazioni di irreparabile disagio; Paura e Delirio a Las Vegas ci teneva però a precisare che sí, probabilmente con le droghe mi sarei spappolata il cervello, ma divertendomi da morire. E poi Pulp Fiction, Scarface, Blow… potere, soldi, droghe ma soprattutto cocaina. La droga dei ricchi, delle élite , dei politici e degli imprenditori. Ma anche dei tossici buttati sui marciapiedi la domenica mattina.

“Ma quindi la cocaina la usano solo i ricchi e i disagiati?” questa è stata la prima domanda che istintivamente ho chiesto ad un amico dopo che mi ha confidato di aver fatto uso per molti anni di ogni tipo di sostanza, cocaina soprattutto. La risposta è arrivata -prevedibilmente- con una sonora risata : “Chiunque si fa di coca. Si inizia a 15-16 anni con le droghe sintetiche a scuola (che è la prima piazza di spaccio) e poi ovviamente in discoteca. Poi, soldi permettendo, la cocaina iniziano ad usarla tutti senza distinzione di età o di origine sociale.”

Ah. Questo le efficientissime campagne antidroga delle scuole medie, i libri di scienze al paragrafo “sostanze stupefacenti” e i moniti ipercattolici dei miei catechisti non me l’avevano mai spiegato.

A proposito di ambiente scolastico mi viene in mente un’altra frase che mi sono sentita dire migliaia di volte nella mia vita: “Stai attenta alle cattive compagnie”. Ma davvero il branco accerchia l’esemplare debole e lo costringe ad imboccare brutte strade? “Mettiamo in chiaro una cosa,” mi risponde “chi si droga lo fa perché VUOLE drogarsi, nessuno ti costringe. Non esiste la storia della droga nel bicchiere, se ti offrono qualche sostanza e non la vuoi dici di no, se la accetti è una tua scelta. Tu parli di pressione sociale che ovviamente influisce: lo fanno tutti e vuoi farlo anche tu per non sentirti escluso. Ma in realtà inizi a drogarti perché vedi che i tuoi amici si divertono e non gli succede niente. È chiaro che se quando vai con i tuoi amici loro si spappolano tendi a farlo anche tu, ma lo stesso discorso si può fare con l’alcol.”

E fino a qui è tutto chiaro.

Ci sono droghe che si prendono per divertirsi, per passare la serata con un po’ più di euforia come gli eccitanti, sedativi, allucinogeni. Sono droghe semplici per quanto diverse : le prendi, ti sballi, ricominci. Ma la coca non è uguale, giusto?
“Giusto. La coca la prendi per tornare in qua quando sei ubriaco marcio. Ti fai una riga e ti passa la sbronza. Se ora la prendessimo io e te staremmo svegli tutta la notte e basta come è successo a me la prima volta che l’ho presa ed ero sobrio: ho pensato “ma che senso ha?”. Quando sei ubriaco è diverso e ti viene subito voglia di fartene ancora e ancora perché finché dura ti senti davvero bene, e appena finisce sei uno straccio. Che poi è il motivo per cui chi fa lavori con turni pesanti e ritmi frenetici, come la ristorazione, ne fa spesso uso. Se impari a controllare la botta puoi essere sveglio e produttivo per ore.”

Nella mia ignoranza ormai palese continuo a non trovare una giustificazione nello spendere almeno 80€ per una dose di una droga che, a conti fatti , non ti fa veramente sballare. Quindi insisto. “Per le ragazze è un afrodisiaco potentissimo. La cocaina fa perdere qualsiasi inibizione soprattutto alle donne.” “E agli uomini…?” “Anche. Ma è quasi impossibile avere un’erezione quando sei fatto, devi imparare a controllarne gli effetti per riuscire ad avere un rapporto ma ci vuole il tempo di abituarsi e non è semplice. Gli uomini la prendono più che altro per stare svegli e lucidi. Anche con ecstasy e metanfetamine stai sveglio, ma dilaniato.”


Insomma la coca ti riporta in vita quando serve, ma quando finisce la sua magia ti riempie di ansie, paranoie ed aggressività. Ne vale la pena? “Ne vale la pena finché non diventa una ragione di vita e se sai cosa stai facendo. Quando senti che inizia a diventare una vera dipendenza devi avere la forza di dirti BASTA. Io ho smesso quando gli effetti negativi hanno superato quelli positivi.”

Però la cocaina non è solo sesso e rock n roll. È anche mafia, narcotraffico, violenza. Viene chiamata Dama Bianca ma lascia dietro di sé una striscia di sangue rosso ben visibile. Non ci si pensa, quando la si usa? “Se hai un po’ di cervello e coscienza sì, ci pensi e magari ti senti anche in colpa ma lo fai lo stesso. Se sono in discoteca e mi faccio una riga non mi metto a pensare ai colombiani sfruttati. Ma anche per questo dovrebbero legalizzare le droghe, prima fra tutte la marijuana.” Cosa c’entra? “Se fumi erba ti passa la voglia di pippare. Tieni conto che in Veneto circa la metà delle persone che vedi si fa o si faceva di cocaina almeno occasionalmente. Se nei locali e per le città si potesse fumare liberamente, i consumi di cocaina crollerebbero: è sempre stata questa l’idea comune fra i consumatori di cocaina che ho conosciuto nella mia vita. Che non vuol dire che nessuno la userebbe più, ma di sicuro se ne userebbe meno e farebbe molta differenza.”

Ma insomma, la cocaina è il demonio o no? “Si. La cocaina è il demonio perché ti costa tanto in termini economici (anche quando non puoi permettertela) e di salute. Come ogni cosa, bisogna agire con il cervello: io non sono la persona giusta per dire che non bisogna drogarsi ma piuttosto sono quello che ti dice di farlo con sostanze affidabili e persone fidate e preparate nel caso le cose si mettano male. Poi ci saranno sempre persone che ci restano sotto, ma quello è indipendente dal tipo di droga e vale anche per gli alcolici e qualsiasi altra dipendenza.”

Il fascino della cocaina, il suo carisma, è dato forse proprio da questo suo essere inetichettabile. È facile essere a favore delle droghe leggere (a meno che non discendiate da Giovanardi o Adinolfi) e contro quelle pesanti. Ma la cocaina è una droga a sé, difficile da perdonare quanto da condannare. Si usa per il gusto di usarla più che per godere dei suoi effetti. Forse per questo Clapton ci dice che lei non mente. Forse si usa proprio per il suo carisma, per il suo essere stata incoronata dalla cultura pop come la regina delle droghe. L’assenzio dei poeti maledetti, la sigaretta pigramente appoggiata sulle labbra del ribelle James Dean, la cocaina che Di Caprio sniffa dal seno di Margot Robbie.

E mentre saluto il mio amico e torno verso casa, nelle orecchie mi risuona lei:

“If you wanna hang out you’ve got to take her out – cocaine
If you wanna get down, down on the ground – cocaine

She don’t lie, she don’t lie, she don’t lie…”

 

 

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Credits: http://www.nationalgeographic.it

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