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Grandi Navi

Grandi navi, grandi mali

 

Di: Sebastiano Lamberti

 

Una sera mi trovavo a Venezia. Ogni volta che decido di andarci, decido di perdermi.

Per una casuale curiosità istintuale mi sono imbattuto in una via lungo il canale della Giudecca. Accompagnato da un assordante colpo di sirena si è aperto alla mia vista un bestione di più di novantamila tonnellate della Norwegian Cruise Line. Immaginate l’evento con il buio!

I flash delle macchine fotografiche brillavano ad intermittenza ed io mi inquietavo ed estasiavo allo stesso tempo. Da quell’altura la vista della laguna per il turista doveva essere mozzafiato, sarà valsa sicuramente il prezzo del biglietto.

Contemporaneamente però mi immedesimavo con gli abitanti di Venezia in contatto quotidianamente con navi e turisti. Quella gigante imbarcazione doveva creare danni al microsistema, conseguenze sicuramente di impatto meno immediato rispetto alle mie prime impressioni sull’imponenza della nave.

Come sostiene l’Arpav, l’Agenzia Regionale per la prevenzione e la protezione ambientale del Veneto, il traffico crocieristico costituisce a Venezia una ricca fonte di inquinamento atmosferico. Solo le grandi navi sono responsabili del 10 per cento dell’inquinamento dell’aria di Venezia. Nella zona dell’Arsenale, punto di passaggio delle crociere, sono state rilevate 133 mila unità di particelle ultrasottili.

A creare problemi è in particolare lo zolfo nel carburante  che non dovrebbe superare l’1,5 per cento sul totale dei composti (il limite fissato dalla legge). Nel 2015 è stato siglato per l’ennesima volta un accordo tra autorità portuale e  compagnie di crociera. Queste ultime si sarebbero dovute impegnare a mantenere il tenore di zolfo inferiore allo 0,1 %.

Tuttavia si è presto venuti meno al patto. Infatti la nave Costa Neoclassica in un ingresso nella laguna risulta che abbia violato l’accordo,  gettando  nell’aria un quantitativo di zolfo superiore al 2,8 per cento (rilievo effettuato in laboratorio).

Per evitare sanzioni, è nell’interesse delle compagnie di crociera dotarsi di strumenti che possano attenuare le ripercussioni ambientali. Costa Crociere per esempio, come riporta sul suo sito, per abbattere le emissioni di sostanze nocive quali lo zolfo, l’ossido di azoto o il particolato, sta dotando la propria flotta dell’ Exhaust Gas Cleaning, sistema di filtraggio adibito alla rimozione di agenti inquinanti emessi, sia in fase di navigazione, sia durante le manovre  in porto.

 

no grandi navi (1)

Credits: Comitato No Grandi Navi Venezia

Anche l’impiego di carburanti di nuova generazione può limitare l’impatto dell’inquinamento.La Finlandia è stata la prima nazione a munirsi di un impianto di rifornimento di gas naturale liquefatto, propellente in grado di eliminare definitivamente l’emissione di ossido di zolfo, e di ridurre particolato, ossido di azoto e di carbonio. E’ necessario che anche i porti turistici italiani si attrezzino al più presto di questi sistemi di rifornimento, strategici per il paese.

Un secondo problema legato alle grandi navi è di natura termodinamica. Nonostante  le imbarcazioni transitino a velocità  molto bassa (3-5 nodi), il loro passaggio produce uno spostamento del moto ondoso al di sotto della superficie. Il moto ondoso a sua volta fa scaturire delle vibrazioni che potenzialmente possono danneggiare gli edifici di un tessuto urbano già antico e fragile. La dimensione della nave in questo caso gioca un ruolo fondamentale: un’imbarcazione di settantamila tonnellate crea un spostamento di molta più acqua rispetto ad un semplice vaporetto.  Di conseguenza, la forza di impatto della massa ondosa di una nave di grandissime dimensioni sarà maggiore rispetto ad una di minor grandezza.

Non si può poi  dire che la stupenda estetica paesaggistica non venga intaccata. Un critico d’arte potrebbe sostenere che il gigantesco elemento navale nella cornice veneziana sia visivamente intrusivo. Lo stesso turista “della terraferma” potrebbe non gradire tale presenza, vi è troppa divergenza tra lo stile architettonico delle antiche case veneziane e l’acciaio tardo novecentesco delle crociere.

Chi è favorevole al transito delle grandi navi in laguna rivendica i benefici economici per la città. Dei costi e dei ricavi del crocierismo se ne è occupato il dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari, in un elaborato effettuato da Giuseppe Tattara. Lo scritto, consultabile in rete,  fa riferimento al volume “A Venezia dal mare’’a cura di Chiellino (2012).

In particolare, nel capitolo “L’importanza della crocieristica per Venezia’’ è presente un’indagine su un campione limitato a 404 persone. Dall’indagine, la spesa giornaliera media per i passeggeri che si fermano poche ore, il 42 % del totale dei turisti crocieristi, è risultata in media di circa 19 euro.

Interessante è anche un dato fornito dall’Autorità portuale riguardante il rapporto tra numero di presenze alberghiere in centro storico e i crocieristi. Nel 2011 infatti risulta che tra tutte le presenze alberghiere registrate, quella dei crocieristi rappresenta solo il 16%.

Quindi il divieto al traffico delle grandi navi avrebbe delle ripercussioni di natura economica? Si, anche se lievi, ma la causa ambientale e sanitaria del tessuto urbano di Venezia a confronto è prioritaria.In tempi di referendum, il 18 Giugno 2017 un plebiscito di 18 mila schede ha detto no all’ingresso delle grandi navi in laguna. Anche ai turisti è stata data la possibilità di votare. Il numero dei votanti totali è stato l’ 8,6% sul totale degli abitanti del comune di Venezia, senza però contare che i cittadini direttamente coinvolti siano i 55 mila del centro storico sul totale dei 400 mila di tutta l’area metropolitana.  Il referendum era consultivo e quindi privo di valore legale,  ma questa fetta di volontà popolare è evidente e deve avere un peso.

 

locandina referendum

Una locandina del referendum del 18 Giugno. Credits: Comitato No Grandi Navi Venezia

Come soluzione alla questione grandi navi Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia, in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sembra voler optare per la creazione di due nuovi accosti a Porto Marghera, che dovrebbero essere realizzati entro il 2019. E’ anche previsto uno scavo nel canale Vittorio Emanuele. Per poter usufruirne è però indispensabile rimuovere una grande quantità di fango.

Si tratta di una soluzione che ha già suscitato non poche critiche.  Le disapprovazioni provengono dai sindacati del petrolchimico i quali sostengono che i settori produttivi si ostacolerebbero tra loro. Pare chiara l’incompatibilità con un territorio che stando ai dati del 2014 da’ lavoro già a 13.500 persone. L’attuazione del provvedimento renderebbe poi necessaria una radicale modifica del piano regolatore.

Anche il Comitato No Grandi Navi, movimento perno dell’opposizione alle crociere a Venezia, è contrario all’attracco delle imbarcazioni a Marghera. Approfittando della visita di Paolo Gentiloni alla Bioraffineria Eni di Marghera, la mattina del 24 Ottobre, i suoi attivisti hanno dato luogo ad un presidio manifestando la loro contrarietà.

“Non devono essere effettuati nuovi scavi nella laguna” hanno detto.

L’ampiezza del Comune di Venezia si estende da Fusina all’aereoporto Marco Polo, ed è inaccettabile che non si opti per alternative al centro e ad un polo industriale, in cui, se ci si dovesse metter mano, il rischio di tangenti sarebbe altissimo.L’Università di Architettura dello Iuav ha prospettato una soluzione meno costosa, che si realizzerebbe in tempi più rapidi e che non danneggerebbe l’ecosistema, l’Eco Porto di S. Leonardo. Si parlerebbe di 129 milioni contro i 250 di Porto Marghera. Non sarebbe necessaria né l’estesa né la ricalibratura dei canali. Nessun materiale andrebbe rimosso. 

Ora, è chiaro che in poche righe e senza competenze specifiche è difficile comprendere quali siano i pro e i contro di progetti con investimenti così importanti. Ma l’auspicio, pur essendo in questi tempi idealistico, è che vengano evitate tangenti, che si minimizzino i danni ambientali e in ultimo che si riesca a soddisfare le esigenze sia dei Veneziani che dei turisti.

 

FONTI:

PressReader

UniVE

Arpav

NoGrandiNavi

Corriere del Veneto
ByoBlu

Porto di Venezia

Repubblica

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Credits: http://www.nationalgeographic.it

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