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Dai trattamenti biologici all’incenerimento: lo smaltimento dei rifiuti è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo.

Di: Giulia Ioselli

 

Lo smaltimento dei rifiuti è sicuramente una delle sfide più importanti del momento. Naturalmente la migliore strategia in assoluto è la minimizzazione della produzione di rifiuti: è fondamentale evitare gli sprechi di qualunque genere e informarsi presso i centri di riciclaggio. Esistono diversi tipi di trattamenti a cui sottoporre i rifiuti in modo da stabilizzarli e, perché no, sfruttarne le diverse caratteristiche. Per quanto riguarda gli scarti alimentari, ( il cosiddetto “umido” , meglio definito come putrescibile) la digestione anaerobica può rappresentare una buona soluzione. Di fatto si tratta di un processo enzimatico articolato su più fasi che ha inizio con l’idrolisi di molecole complesse. Per questo motivo, la digestione anaerobica è adatta per materiale con un contenuto di acqua relativamente elevato. Successivamente si ha produzione di acido acetico fino alla metanogenesi. Ed è proprio questa la finalità della digestione anaerobica: la produzione di metano, sfruttabile per fini energetici. Ad Albairate ( Milano) è presente un digestore anaerobico nel Parco Agricolo Sud. Si tratta di un impianto molto moderno in grado di trattare fino 68.000 tonnellate di rifiuti organici differenziati e produrre 14 milioni di KWh l’anno . Nel Dicembre 2015 l’EBA ( Europea Biogas Association ) si è espressa a favore dei digestori anaerobici sottolineandone il contributo al concetto di economia circolare . Infatti questi reattori risultano molto adatti anche per lo smaltimento di fanghi provenienti da impianti di trattamento di acque reflue.
Per quanto riguarda invece i rifiuti vegetali come ad esempio fogliame e residui di potatura, il compostaggio Rifiuti vegetalirappresenta una buona soluzione. Infatti il compost, che può essere utilizzato come fertilizzante, si ottiene tramite la stabilizzazione aerobica di rifiuti strutturati caratterizzati da un buon grado di porosità . Questo processo avviene grazie all’azione di alcuni microorganismi bisognosi di nutrimento, e quindi è richiesto un alto rapporto carbonio / azoto . Spesso e volentieri si dice che il compostaggio ha un basso impatto ambientale ma i rifiuti compostabili , per quanto riguarda il grado di tossicità, non sono certo equiparabili ai rifiuti industriali. Il docente del CNR Luigi Nicolais, intervistato nel gennaio 2015 a proposito del progetto di un impianto di compostaggio da 20 mila tonnellate l’anno per Scampia, sottolineava la sua preoccupazione per i danni visivi e olfattivi e suggeriva di creare diversi siti di compostaggio, molto meno ingombranti.

Un’ altra tecnica di smaltimento dei rifiuti è rappresentata dai ben poco amati inceneritori. Sicuramente l’elevato contenuto di ceneri dei rifiuti urbani porta ad emissioni ricche di particolato. Inoltre gli inceneritori, lavorando ad alte temperature ,emettono composti clororganici come diossine e furani. Si tratta di sostanze tossiche che sono già presenti nei rifiuti e che possono riformarsi anche dopo la distruzione in camera di combustione. Va detto che la principale fonte di alimentazione dell’inceneritore dovrebbe essere il materiale secco non riciclabile. Se abitate vicino a un impianto di termovalorizzazione e non siete ancora andati in esplorazione per controllare quali materiali vengono bruciati, fateci una capatina. Per quantificare il potere calorifico del secco bisognerebbe conoscerne l’esatta composizione , ma si può considerare questo valore pari a una via di mezzo fra quello della carta e quello della plastica. “ Ma come, la carta è il materiale riciclabile per eccellenza!” potrebbe esclamare qualcuno. Vero, ma il riciclaggio non rappresenta sempre l’unica strada percorribile , poiché spesso viene utilizzato cloro per la rimozione di inchiostro. Infatti la carta ha un alto potere calorifico, quindi è anche uno dei materiali migliori per alimentare un eventuale inceneritore. Questo non significa né che tutta la carta sia da bruciare né che sia tutta da riciclare : di fatto è necessario valutare con attenzione quanta carta riciclare e quanta no, in base anche alla richiesta energetica e ai costi di trasporto/ smaltimento. Un discorso a parte lo merita la carta ecologica, che viene sbiancata con ossigeno e quindi riduce parecchio l’inquinamento ambientale. inceneritore

Tuttavia l’inceneritore può rappresentare una importante fonte di energia e consente di neutralizzare sostanze dannose come ad esempio gli idrocarburi alifatici, gli idrocarburi policiclici aromatici, i benzeni alchilici e i benzeni alogenati. I piu’ pericolosi sono i composti insaturi, caratterizzati da un legame multiplo, come ad esempio etilene e stirene. Infatti queste sostanze possono formare radicali e contribuire quindi ad aumentare lo smog fotochimico. Anche alcune sostanze apparentemente innocue come il limonene, rilasciato da alcune piante , contribuiscono a questo fenomeno. Quindi piantare alberi lungo l’autostrada ,per quanto poetico, non è sempre una buona idea.

In alcuni paesi come ad esempio la Grecia, gli inceneritori sono addirittura vietati dalla legge. A settembre Atene è stata condannata a versare 10 milioni per non aver consegnato in tempo un piano di gestione dei rifiuti pericolosi. In altre nazioni europee, al contrario, gli inceneritori rappresentano una delle tecniche piu utilizzate per lo smaltimento dei rifiuti. In Svizzera vengono prodotti oltre 700 chili di rifiuti pro capite ogni anno. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente e l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) la produzione di rifiuti in Svizzera è triplicata negli ultimi 25 anni. Sul podio dei maggiori produttori di rifiuti troviamo Danimarca, Stati Uniti e Svizzera seguiti da Australia, Germania e Russia. L’Italia si piazza al nono posto, con 484 kg di rifiuti per abitante ogni anno, seguita dal Portogallo. Nel novembre 2013 a Zurigo, in collaborazione con l’azienda Magaldi, hanno iniziato a sperimentare una nuova tecnologia chiamata Ecobelt Wa, basata sul raffreddamento delle ceneri pesanti tramite aria invece che acqua. Questo consente di recuperare anche frazioni microscopiche di metalli. I moderni impianti di incenerimento sono inoltre provvisti di filtri , depolveratori , scrubber ad umido per la rimozione di gas acidi e dispositivi catalitici in grado di abbattere gli ossidi di azoto. L’ inceneritore di Brescia della A2A ha fatto guadagnare a Brescia il titolo di città più teleriscaldata d’Italia. La città , con 200000 abitanti , riscalda il 70% dei suoi ambienti abitativi e lavorativi tramite il calore generato dalla distruzione dei rifiuti. “Il nostro inceneritore inquina 70 volte meno del traffico veicolare e 40 volte meno del riscaldamento domestico” sostengono i tecnici responsabili del monitoraggio emissioni. Ma quale strategia si nasconde dietro a questo successo ? L’impianto è stato avviato nel 95 e ora ogni cittadino possiede una tessera che consente di tracciare i rifiuti. “ Senza responsabilità individuale non può crescere la raccolta differenziata “ sostiene Gianluigi Fondra, assessore alla tutela ambientale.

In paesi come l’Austria la raccolta differenziata viene fatta sia porta a porta sia nei cassonetti per strada. Sicuramente Raccolta differenziatail grande successo dell’inceneritore di Brescia e il fatto che l’azienda Magaldi operi all’estero con ampio consenso, sono la prova del fatto che l’innovazione scientifica possa raggiungere ottimi livelli anche in Italia. Ma che cosa si può fare per limitare ulteriormente la quantità di rifiuti prodotta? Esistono alcune pratiche già consolidate come ad esempio il sistema del vuoto a rendere. In Germania i cittadini riportano abitualmente le bottiglie di vetro al supermercato. Inoltre le bottiglie vengono marchiate con un codice a barre per essere riconosciute da alcuni dispositivi che erogano buoni sconto. Un altro modo per limitare il consumo di bottiglie plastica può essere l’istituzione di Case dell’ Acqua , punti di distribuzione di acqua potabile accessibili a tutti, già presenti in alcuni comuni italiani.

Il riciclaggio e le strategie per minimizzare la produzione di rifiuti sono sicuramente aspetti importantissimi , ma pensare di poter riciclare qualsiasi cosa sarebbe utopistico. Quando si parla di smaltimento dei rifiuti è importante lasciare da parte l’aspetto “ emotivo” della questione, analizzando qualitativamente e quantitativamente i rifiuti da trattare considerando le caratteristiche del territorio in cui si va ad operare.

Riferimenti
R. Cossu – Solid Waste Management

M. De Antoni Migliorati – La termodistruzione

Il Mattino

Università degli Studi “Mediterranea” 

Ladurner Ambiente 

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