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fonte: http://taramaso.seesaa.net
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Sinestesia: la natura umana e i suoi poteri

Di: Celeste Giacometti

 

 

Nel linguaggio letterario, il termine sinestesia indica una figura retorica che associa due parole attinenti a sfere sensoriali diverse. Ottimi esempi sono le espressioni silenzio verde, voce ruvida, profumo dolce, colore caldo.

Poco tempo fa ho scoperto che questa collisione di percezioni sensoriali può non rimanere solo un suggestivo accostamento di parole, infatti talvolta, questa figura retorica è come se vivesse in alcuni fortunati individui.

Nel linguaggio medico, sinestesia è il nome di un disturbo neurologico che, in seguito a lesioni cerebrali o del sistema nervoso, rende la percezione di uno stimolo sul corpo lontana dal punto dove effettivamente viene esercitata.

Sinestesia, però, è anche quel fenomeno che delinea l’insorgere di un certo tipo di sensazione (per lo più visiva) in concomitanza con una percezione sensoriale di tipo differente, una sorta di reazione psichica a uno stimolo di tipo generalmente acustico, ma anche tattile, dolorifico, termico.

Potremmo definire il meccanismo come “sincronismo funzionale di due organi di senso o due facoltà cognitive” che lavorano in simbiosi, come scrive Elisabetta Intini in un articolo per Focus del 19 settembre 2016 sul tema. C’è da dire che nel 90% delle esperienze sinestetiche il senso coinvolto è la vista che si interseca ad altri sensi, rendendo la realtà un quadro vivido e variopinto. Nel concreto, i soggetti sinestetici possono identificare numeri, lettere, parole, musica, con dei colori. Inoltre c’è chi possiede la straordinaria capacità di dare forme geometriche ai giorni della settimana, percepire il sapore o l’odore delle parole contenute in un libro così come qualcuno è in grado di udire un’immagine, o riesce a gustare la musica. Addirittura un rapporto sessuale, per un sinesteta, diventa pigmentato nelle sue varie fasi. L’eccitazione, infatti, appare arancione, l’orgasmo appare blu/viola e il rilassamento rosa o giallo. In questo ambito, però, la presenza di tale peculiarità risulta disfunzionale in ottica della percezione del piacere provato nell’atto, rispetto a un soggetto privo di siffatta abilità: la trance sessuale provata è talmente profonda e alienante da rendere il rapporto quasi irreale, e l’eccessiva introiezione nel proprio mondo a cui porta, mette in secondo piano la premura verso il benessere del proprio partner e, quindi, anche la soddisfazione psicologica.

Per quanto riguarda la musica, Simone (un amico sinestetico al quale ho posto i miei interrogativi) asserisce che l’effetto è molto più blando, a causa del susseguirsi repentino delle note che rende tutto più complicato. Ne risulta un flusso di colori come in un arcobaleno. Ovviamente la visione è differente in base al genere musicale ascoltato: il metal, per Simone, si presenta con tinte piuttosto scure; altri generi con colori decisamente più brillanti, anche se non è così scontato perché pure la sinfonia n.9 di Beethoven, a Simone (che mi ricorda quanto soggettivo sia il fenomeno), appare con colori molto scuri. Da tenere in forte considerazione, poi, la soggettività del vissuto in relazione ad un pezzo e all’intensità di quest’ultimo, che concorrono alla determinazione di colori differenti.

La sinestesia ha a che vedere anche con l’empatia. Mentre l’empatia è la capacità di capire perché una persona si comporta in un certo modo, la “sinestesia del tocco allo specchio” permette di avere una sensazione tattile nel vedere che un’altra persona viene toccata. Questo, chiaramente, accade anche con il dolore che si vede infliggere a un’altra persona. Tali tempeste percettive, dunque, sono la causa di un quoziente di empatia decisamente più elevato nei soggetti sinestetici rispetto agli altri individui.

Va da sé che la percentuale di popolazione dotata di questa, a mio parere meravigliosa, propensione è davvero bassa: dallo 0,05% al 4%. In queste persone sono state riscontrate eccellenti doti mnemoniche e spiccate abilità creative. Oltretutto sembra essere 7 volte più frequente in artisti, letterati, poeti, che evidentemente trovano il modo di trasmettere le bellezze sensoriali di cui si fanno testimoni.

Le cause della sinestesia, tra i più misteriosi e appassionanti fenomeni studiati in campo neuroscientifico, potrebbero essere: la presenza di connessioni ridondanti, giustificate dalla mancata eliminazione di sinapsi nella loro normale decimazione durante il processo di crescita cerebrale; oppure un’eccessiva comunicazione tra aree cerebrali contigue, deputate a elaborare informazioni in arrivo dagli organi di senso. Anche lesioni cerebrali da ictus, o perfino l’amputazione di arti possono esserne responsabili. Ad ogni modo, si pensa che il fattore scatenante abbia un componente genetico.

Tale esperienza può avvenire sia in contesti di normalità (in particolare in soggetti giovani), sia sotto l’influsso di particolari sostanze tossiche (come ad esempio mescalina, lsd, ayahuasca). Queste sostanze, infatti, permetterebbero di ampliare questa capacità (probabilmente innata in ogni essere umano e non) o di rendere più consapevole chi sia già in grado di sperimentarla in modo conscio durante lo stato di sobrietà.

Ma come fare per diventare sinestetici? Si suppone che tutti siano potenzialmente in grado di vivere le esperienze descritte. Anzi, probabilmente tutti abbiamo sperimentato simili intrecci sensoriali almeno una volta nella vita. Spesso è un’abilità che si lascia all’infanzia. Simone infatti dice di aver perso la capacità di sentire gli odori, collegati ad altre sensazioni, nel crescere, e che in tenera età la sua dote era nettamente più vivida. Sarebbe curioso trovare il modo di coltivarla, anche perché, alla lunga, si può correre il rischio di perderla, se non stimolata a sufficienza. A tal fine, forse, una sorta di meditazione mirata, o l’ipnosi, potrebbero risvegliare questo tipo di percezioni. Probabilmente dovremmo imparare ad ascoltarci di più, a sentire di più il nostro corpo per avere stupefacenti esperienze di vita e natura, e acquisire molta più consapevolezza nei confronti della nostra esistenza.

 

Per saperne di più:

http://www.focus.it/comportamento/sessualita/se-l-orgasmo-dipinto-di-blu

http://www.focus.it/scienza/scienze/immagini-da-ascoltare-e-odori-da-vedere-280808-1153

http://www.focus.it/scienza/scienze/la-donna-che-assaggia-la-musica

http://www.focus.it/scienza/salute/sinestesia-il-dolore-degli-altri

 

 

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Credits: http://www.nationalgeographic.it

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