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I conti in rosso del Sole24Ore

Da circa un mese uno dei più importanti giornali italiani sta attraversando una tempesta giuridica che rischia di compromettere a lungo termine la sua credibilità.

Il 10 marzo alcuni agenti in borghese della guardia di finanza sono entrati nella redazione del Sole24Ore, in via Monte Rosa a Milano. In poche ore è stata reso noto da parte della Procura di Milano il motivo della manovra: dieci persone sono state messe sotto inchiesta per false comunicazioni sociali e appropriazione indebita. Da una parte si tratta di Roberto Napolitano, ex direttore del Sole24Ore, Donatella Treu, ex amministratore delegato e di Benito Benedini, ex presidente del Sole24Ore, accusati di aver gonfiato il numero di copie digitali e cartacee vendute e di aver falsato l’ammontare dei guadagni in riferimento agli anni 2015 e 2016. Dall’altra, sette persone sono state accusate di appropriazione indebita per circa 3 milioni di euro relativamente ai rapporti che sarebbero emersi tra il quotidiano e la società londinese Di Source Limited, la quale si occupava di acquistare massicce quantità di copie digitali e cartacee del Sole24Ore per poi mandarle al macero.

Lo stesso giorno i giornalisti hanno proclamato uno sciopero ad oltranza: “E’ inammissibile che il giornale della finanza, dell’economia, del diritto, possa andare in edicola con la firma di un direttore indagato per un reato assai grave, in ipotesi commesso proprio durante la sua permanenza al Sole24Ore” hanno dichiarato nel comunicato finale in cui venivano chieste le dimissioni del direttore. Napoletano, il quale assicura “di poter dimostrare in tutte le sedi la piena linearità dei miei comportamenti che è quella di una vita”, ora si trova in aspettativa non retribuita, in attesa dei risultati delle indagini.

Roberto Napoletano, ex direttore del Sole24Ore
Roberto Napoletano, ex direttore del Sole24Ore

Nel frattempo l’incarico di direttore responsabile è stato affidato ad interim a Guido Gentili, editorialista ed ex direttore del giornale.

Per due giorni il primo giornale economico d’Italia non è uscito né nelle edicole né sul web. Una scelta che rende l’idea della gravità della situazione in cui si trova il quotidiano: per la prima volta il sindacato del Sole24Ore ha annunciato uno sciopero ad oltranza che si è concluso domenica sera solo dopo la decisione di Napoletano di autosospendersi dal ruolo di direttore.

E’ stato un giornalista del Sole24Ore a portare alla luce la vicenda. Nicola Borzi racconta al quotidiano francese Le Monde di aver notato come le entrate restassero ferme sebbene fosse stato registrato un aumento delle vendite e del prezzo del giornale. I dati del sito del quotidiano non erano per nulla in linea con il numero, nettamente inferiore, di abbonamenti ai siti degli altri giornali italiani: mentre il Corriere della Sera conta meno di seimila abbonati e la Repubblica circa 2.300, il Sole24Ore a marzo 2016 dichiarava 109.500 abbonamenti digitali. Quando Borzi scopre che la società Fleet Street News appartiene alla Di Source Ltd, un rapido controllo gli permette di scoprire che Filippo Beltramini, responsabile della Fleet Street, ha avuto legami con alcuni amministratori del Gruppo Sole24Ore.

La sede del Sole24Ore a Milano
La sede del Sole24Ore a Milano

Perché gonfiare le vendite di copie? Il Gruppo Sole24Ore, formato dal quotidiano, una radio e un’agenzia stampa, è quotato in borsa a Milano: ciò significa che, falsando il numero di copie cartacee e digitali vendute, mentendo cioè sulla reale salute del quotidiano, si attirano le entrate pubblicitarie e gli investitori. In questo modo il Gruppo risulta ben quotato in borsa, mentre se si guardano le stime del deficit accumulato negli ultimi anni si scopre che nei primi nove mesi del 2016 il Sole ha perso 61,6 milioni di euro.

Il quadro risulta ancora più triste se si considera che proprio il quotidiano di Confindustria ha i conti in rosso e falsa i bilanci: questa vicenda ha stravolto un’idea di integrità e affidabilità che caratterizzava, almeno qualche settimana fa, l’immagine del Sole 24Ore. Rischia di peggiorare anche la percezione che si ha del giornalismo oggi, spesso inadatto ad arginare la diffusione incontrollata di notizie false o scadenti.

Il più importante quotidiano economico italiano sommerso da uno scandalo finanziario sembra una barzelletta, eppure è sintomo della crisi del giornalismo italiano, che tentando di rimanere in vita rischia di affondarsi da solo.

 

Fonte:

“Per il Sole24Ore la soluzione è lontana” di Jérome Gautheret, Le Monde, apparso su Internazionale n.1197

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